Arginina deaminasi pegilata per carcinoma epatocellulare non-resecabile


È noto che il carcinoma epatocellulare è auxotrofo per l’arginina a causa della mancanza di argininosuccinato sintetasi I.

È stato condotto uno studio allo scopo di valutare gli effetti di Arginina deaminasi pegilata in termini di tossicità, risposta tumorale, livelli di alfa-fetoproteina ( AFP ) e livelli sierici di arginina.

Nello studio, 80 pazienti sono stati assegnati in maniera casuale a ricevere 80 UI/m(2) o 160 UI/m(2) di Arginina deaminasi a cadenza settimanale fino a 6 mesi.

Quattro pazienti sono stati esclusi dall’analisi di sopravvivenza perché hanno sviluppato criteri di esclusione dopo la randomizzazione, ma prima del primo trattamento.

Il numero di pazienti delle 2 coorti è risultato simile ( n=37 nella coorte a bassa dose e n=39 in quella ad alta dose ), e la sopravvivenza media per tutti i soggetti è stata di 15.8 mesi ( 474 giorni ) dal momento della diagnosi di malattia non-resecabile.

I livelli di arginina sono rimasti al di sotto del basale per 50 giorni mentre gli anticorpi contro l’Arginina deaminasi sono aumentati fino a raggiungere il plateau all’incirca nello stesso lasso di tempo.

Non sono stati osservati decessi attribuiti al trattamento con Arginina deaminasi e solo 2 pazienti sono stati sospesi dallo studio per eventi avversi di tipo immunogenico.

Tossicità di grado 2, 3 o 4 si sono presentate, rispettivamente, in 92, 19 e 0 pazienti.

In conclusione, l’Arginina deaminasi pegilata è un farmaco promettente che sfrutta una significativa carenza enzimatica nel tumore epatocellulare; il farmaco è sicuro e ben tollerato. ( Xagena2010 )

Glazer ES et al, J Clin Oncol 2010; 28: 2220-2226


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